Si può rendere potabile l’acqua del mare? Con le nuove tecnologie pare di sì.

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I ricercatori americani del dipartimento dell’energia hanno sviluppato nanotubi di carbonio così sottili da filtrare il sale dall’acqua del mare.

Quella dell’acqua, com’è noto, è un’emergenza globale. Secondo quanto emerge dal rapporto per il 2017 di World Health Organization e UNESCO, questa non è equamente distribuita sul suolo terrestre tanto che tre persone su dieci non hanno un accesso sicuro e agevole all’acqua potabile. Con tutto ciò che questo comporta.

Per quanto riguarda l’agricoltura, il sempre crescente bisogno di mangimi industriali destinati al bestiame d’allevamento ha paradossalmente superato il fabbisogno alimentare della popolazione, causando una sempre crescente denutrizione dei terreni che non riescono più a sostenere i ritmi e a soddisfare le richieste dell’industria.

Per risolvere il problema della mancanza d’acqua nel nostro pianeta, sono intervenuti gli scienziati. Una delle ultime tecnologie sviluppate in tal senso sono i nanotubi di carbonio.
Questi sono, come spiega la rivista oggiscienza.it (fonte di questo articolo)

“ Queste nanostrutture hanno caratteristiche uniche perché i legami tra gli atomi che le costituiscono sono molto forti, nonostante le dimensioni irrisorie: questo rende possibile il loro utilizzo in applicazioni tecniche, come, appunto, il filtraggio dell’acqua marina realizzato dai ricercatori LLNL, che hanno anche scoperto che, realizzando nanotubi di dimensioni sub-nanometriche (circa 0,8 nanometri di diametro) si ottiene una permeabilità della struttura rispetto all’acqua di un ordine di grandezza superiore a quella ottenibile con diametri dell’ordine del nanometro. In altri termini, il vantaggio in termini di capacità di filtraggio è più che proporzionale alla riduzione delle dimensioni della struttura utilizzata.”

Riuscendo a dissalare l’acqua marina, il quantitativo di acqua a disposizione (anche per l’agricoltura) aumenterebbe vertiginosamente!
Ma questa non è l’unica applicazione possibile dei nanotubi; questi si sono già dimostrati efficienti in applicazioni di assorbimento dei gas di scarto nelle produzioni industriali, come la diossina, composto altamente inquinante e presente in quantità massicce nei siti di produzione di acciaio o altri metalli.

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